martedì 16 agosto 2011

Papà parlami di te.

Penso che dovrei scrivere una lettera a mio padre. Una lettera d'amore e di scuse, allo stesso tempo. Penso di avergli causato i peggiori dolori della sua esistenza, nella mia adolescenza, però spero almeno di avergli dato, successivamente, anche i migliori attimi. In questa lettera glielo chiederei. Mi sono sempre lamentata della sua freddezza nei suoi confronti. Mi sono sempre lamentata di tutto ciò che possiedo, in realtà, è un vizio che dovrei togliermi. Ma lui è diverso. Lui è meraviglioso, e mi è servita la distanza per farmelo capire. Per difendermi, posso dire che anche per lui è lo stesso. Dopo vent'anni di vita, finalmente, mi ha chiamata amore. Dovete sapere che mio padre è un uomo molto chiuso, nonostante simuli il contrario. E' un vero e proprio personaggio, come si suol dire, rido a pensarci. Però mi sento stupida, perchè mi rendo conto che a tratti questa potrebbe essere niente di diverso da una maschera. Mi sento stupida perchè non mi sono mai impegnata per sapere altro su di lui. Non so niente di lui. Eppure è mio padre. La persona che dovrebbe conoscermi meglio, la persona che dovrei conoscere meglio. Sono così egoista? Se volessi chiedere, da dove potei incominciare? Eppure, già così io sono così fiera di lui, sono così convinta che lui sia il papà più bello del mondo. Ed è tutt'altro che un padre della Mulino Bianco. Sorrido. A tratti e buffo, ma è l'uomo più forte che io abbia conosciuto. Con debolezze e imbarazzanti difetti annessi. Mamma mi ha sempre detto che siamo uguali, io e lui. Mi chiedo quindi, se anche lui, in questo momento, stia pensando alle stesse cose. Soffre ogni tanto, pensando che non sa niente di me? Vorrei poterti raccontare. Ma non è così semplice, esattamente come non è semplice per lui. Vorrei sempre raccontare, vorrei che le persone che amo conoscessero solamente la parte migliore di me. Ma è sempre così difficile da esplicare.

Un giorno, tanto tempo fa, goffamente, per guarire le mie ferite, prese dello scottex e dello scotch di carta. Quello fu il gesto più dolce, lo tengo richiuso nel mio cuore. Chissà se ha funzionanto anche su di lui, lo scottex e lo scotch di carta, se questi oggetti sono serviti per medicare la ferita che avevo inflitto nel suo cuore.

Vorrei dirti che ti voglio bene. E vorrei che tu fossi fiero di me. Non essere così brontolone, so che un po' sei felice.
Papà parlami di te.

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